Accordo di rete

 Progetto Orientamento e Territorio il Centro Informazione ed orientamento in Gallura e Anglona-2019

 

Già dalla strategia di Lisbona 2010 ed Europa 2020 l’Unione Europea con forza invita gli Stati membri a realizzare il concetto di orientamento permanente inteso come necessario complemento dell’apprendimento nella società della conoscenza. Il soggetto che apprende non solo deve essere in grado di adeguare le proprie competenze, andando incontro alle esigenze di una società caratterizzata dalla rapida obsolescenza delle conoscenze, ma deve essere capace di orientare se stesso professionalmente e in vista della propria crescita personale. Il Miur nel 2014 con le Linee Guida recepisce questo concetto e richiama l’attenzione sul fatto che le attività di orientamento sono parte essenziale della professionalità docente. La scuola tradizionale per troppo tempo ha inteso l’orientamento come una attività di informazione che accompagnava i periodi di transizione da una scuola a un’altra. Oggi invece, in linea con quanto appena spiegato, l’orientamento è una prospettiva permanente dell’istruzione, con l’obiettivo di promuovere l’occupazione attiva, la crescita economica e l’inclusione sociale.

In questo contesto si inseriscono le esperienze più recenti volte al rafforzamento delle attività di orientamento e accompagnamento dei soggetti in età evolutiva chiamati a compiere una scelta così decisiva.

Ovviamente per mettere in atto questo orientamento giuridico serve collaborazione e integrazione tra istituzioni, associazioni imprenditoriali, enti, Uffici Scolastici Regionali. In questa direzione opera il centro C.I.O. che contempera le esigenze del territorio con il diritto alla felicità degli apprendenti.

La scuola capofila è il “Ferracciu-Pes” di Tempio Pausania. L’idea nasce dall’esperienza maturata dal prof. Antonio Cossu, docente di economia aziendale all’Istituto “Don Gavino Pes” il quale, grazie ai contatti con alcune istituzioni francesi nell’ambito del settore dell’istruzione universitaria nella cittadina di Bourg – en – Bresse, ha avuto la possibilità di osservare il modello francese per l’orientamento scolastico, esportandone gli aspetti più significativi e adattandoli alla realtà nazionale e regionale. Si tratta del secondo caso in Italia dopo il Piemonte. Il centro C.I.O. opera attraverso due organi statutari: il Consiglio di orientamento, composto dai rappresentanti di tutte le istituzioni aderenti, e i Consiglieri di Orientamento ossia i rappresentanti delle istituzioni (da 2 a 4 rappresentanti) cui sarà delegata dal consiglio la funzione di svolgere l’azione di consulenza, formazione e coordinamento delle attività di orientamento. E proprio qui sta la prima delle novità introdotte dal nuovo modello per l’orientamento: la compartecipazione all’interno dell’organo politico delle istituzioni del territorio, dalle associazioni di categoria agli Enti locali, dalle cooperative agli Enti culturali, dalle banche ai vari ordini professionali: il territorio per la prima volta è chiamato a collaborare all’interno di una rete con le istituzioni scolastiche affinché si possa realizzare il concetto di orientamento permanente. Il progetto presentato alla comunità e all’utenza, studenti e famiglie, si compone di tre fasi: la prima vede i consiglieri di orientamento impegnati nella somministrazione di un test (già sperimentato all’interno del progetto Orientamento della Regione Piemonte e adattato da un apposito gruppo di lavoro all’offerta formativa del territorio) attraverso il quale aiutare gli studenti della scuola di primo grado a riconoscere le proprie vocazioni, attitudini e potenzialità in nome del ben noto principio e diritto alla personalizzazione che già dalla L. 53 del 2003 anima gli interventi normativi del Miur. La seconda fase, invece, entra nel vivo dell’orientamento formativo che non può non passare attraverso l’incontro con le discipline: è questa la fase in cui i docenti delle scuole secondarie di secondo grado sono affiancato e coadiuvati dagli esperti del mondo delle professioni e dell’imprenditoria nel difficile compito di far emergere negli studenti la coscienza delle proprie inclinazioni alla luce del “saper fare”: solo chi matura la consapevolezza di ciò che vorrà diventare può affrontare, con costanza e determinazione, le difficoltà che inevitabilmente ogni apprendente sarà chiamato ad affrontare nel proprio percorso di studi. Infine, l’ultima fase vede nuovamente i consiglieri dell’orientamento impegnati nella restituzione ai soggetti coinvolti, studenti e famiglie, dei risultati del percorso effettuato in una attività di accompagnamento che, con il progredire del progetto, dovrà divenire strutturale.